Fabrizio Prevedello studio - sito prevedello

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"Studio", Associazione Barriera, Torino 2019, 15 marzo - 13 aprile 2019

a cura di Davide Daninos
Testi in catalogo di Davide Daninos e Gian Antonio Gilli


Lo studio è il luogo dell’isolamento e della disconnessione, dell’apprendimento e del piacere. Barriera riapre la sua stagione espositiva con una selezione di nuove opere e interventi specifici di Fabrizio Prevedello, pensati per essere una traduzione scultorea e una metafora materica dei suoi luoghi di lavoro, fisici e mentali. I limiti del suo studio, situato alle pendici delle Alpi Apuane, non si fermano infatti alle pareti del laboratorio dove riposano i suoi attrezzi, ma si estendono a tutto il territorio circostante, definito dall’orizzonte scheggiato delle cave di marmo che, disseminate per tutto il paesaggio montano, modellano quotidianamente i confini della sua ricerca. Il termine studio definisce comunemente l’applicazione costante dell’intelletto umano su una data materia o soggetto, azione finalizzata all’apprendimento di conoscenza che, come ci ricorda Cicerone, non avviene a discapito del piacere, anzi, ne è una fonte inesauribile. Con l’Umanesimo ha iniziato a indicare per estensione anche il luogo dedicato alla ricerca di tale piacere intellettuale: prima con gli studioli di accademici e principi, successivamente con gli artisti che, dal Rinascimento in poi, ricercarono all’interno delle proprie botteghe l’isolamento necessario per dedicarsi alla lettura o alla stesura di trattati e per eseguire in privato i primi bozzetti delle loro composizioni, chiamati, non a caso, studi. La mostra di Fabrizio Prevedello negli spazi di Barriera vuole raccogliere in un unico spazio tutti questi significati, per accompagnare alle sue opere anche la poesia e il piacere estetico dei luoghi in cui esse sono create.

Una serie di cornici aperte e concentriche costruisce il percorso espositivo: il confine principale sono le mura stesse di Barriera, aperte e in dialogo con il resto del quartiere omonimo che si affaccia dalle sue finestre, modificate per l’occasione attraverso bifore di marmo e piombo capaci di trasportare la luce e la materia delle Alpi Apuane. Un orizzonte di marmo e cemento collega invece tali pareti al paesaggio delle cave di marmo, ricreando il limite fisico e geografico dello studio di Prevedello, al cui centro sono disposti molteplici moduli scultorei, stanze abitabili dagli spettatori per dare forma al proprio pensiero e al proprio itinerario di visita. Architetture potenziali, capaci di creare spazi adatti a un pensiero e uno sguardo privato, non mediato e separato dalla frenesia del quotidiano. Quel tipo di pensiero che si può trovare con più facilità all’interno di uno studio d’artista o attraverso un sentiero montano.
 
Con il supporto di Cardelli & Fontana artecontemporanea
 
Barriera è uno spazio no-profit per l’arte contemporanea, fondato nel 2007 da un gruppo di collezionisti nel quartiere multiculturale e operaio di Barriera di Milano. Dal 2016 Giulia De Giorgi, Sergey Kantsedal, Clara Madaro e Maria Elena Marchetti collaborano con l’associazione, occupandosi della programmazione. Dal 2018 l’attività di Barriera è suddivisa in tre contenitori che riflettono la sua natura policentrica: Mirror Project e Colazione a Barriera sono i progetti storici dell’associazione (Barriera Classic); progetti ospitati di altre realtà artistiche (Barriera Host); mostre ed eventi curati da uno o più membri del gruppo, orientati alla condivisione di pratiche e alla sperimentazione di format (Barriera Dwell). Le tre le sezioni sono coordinate da Sergey Kantsedal.


A studio is a place of isolation and disconnection, of learning and pleasure. Barriera opens its new season with a selection of new and site-specific works by Fabrizio Prevedello, conceived as sculp-tural translations and material metaphors for his physical and mental workplaces. The limits of his studio, located on the slopes of the Apuan Alps, are not set by the walls around his tools and extend throughout his immediate surroundings up to the jagged skyline of the local marble quarries that define the landscape and model his practice daily.
Italian uses the word studio also for “study”: the constant application of human intellect to a given subject, an action conducted to gain knowledge, which, as Cicero reminds us, needs not be gained only at the price of pleasure, but, on the contrary, it is an endless source of the latter. During Hu-manism, the word was also extended to the place where this search for such intellectual pleasures takes place: initially with the studioli of scholars and princes, then inside the workshops where arti-sts, from the Renaissance on, sought the required isolation to read or draft their treatises or to make the first sketches of their compositions, which, by no mere coincidence, they referred to as studi.
The exhibition of Fabrizio Prevedello at Barriera desires to bring all these different meanings to-gether, in order to present his works accompanied by the same poetry and aesthetic pleasure of the places in which they are created.
The exhibition itinerary consists of a series of open and concentric frameworks. The main border is posed by Barriera’s walls, which are open and in dialogue with the rest of the eponymous nei-ghborhood through its windows, modified for the occasion by double-arched screens made in marble and lead that bring us the light and materials of the Apuan Alps. A horizon of marble and concrete connects these walls to the landscape of the mar-ble quarry, re-creating the physical, geographic limits of Prevedello’s studio. At the center of this environment a group of modular sculptures creates different rooms in which spectators are encouraged to give form to their own thoughts and itinera-ries. These potential architectures are capable of creating spaces suited to private and unmediated thoughts and gazes detached from the hectic pace of the day to day. In a word, the type of thought you can run across more easily in an artist’s studio or on a mountain trail.

With support from Cardelli & Fontana artecontemporanea

Barriera  is a non-profit cultural association founded in 2007 by a group of collectors which hosts exhibition space, a meeting room, and art storage facilities in a former pharmaceutical factory in Barriera di Milano, a multicultural working class neighborhood in Turin. Giulia De Giorgi, Sergey Kantsedal, Clara Madaro and Maria Elena Marchetti have been running the space since 2016. The Barriera program has been divided into three containers that reflect its polycentric nature since 2018: Barriera Classic is dedicated to histo-rical projects like Mirror and Colazione; Barrier Host hosts projects of other cultural entities; Barriera Dwell features projects and events curated by one member of the group oriented to sharing practices through experiments in format. All three are coordinated by Sergey Kantsedal.
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